è ora....
raccoglitore di pensieri, considerazioni, notizie varie di ambito ecologico.
lunedì 5 dicembre 2011
Meno di 100 chili
Ogni cittadino europeo butta via, in media, 160 chili di prodotti alimentari l'anno. Ognuno di noi consuma in media 50 tonnellate di risorse naturali, tra cui 16 tonnellate di materie prime grezze. Sempre pronta ad approfittare di ogni distrazione, la pattumiera aspetta solo di poter ingrassare a spese dell'ambiente e del nostro portafoglio. Eppure, a guardaci bene, la spazzatura potrebbe ridursi di molto rispetto a quella che produciamo ogni giorno.
Come è possibile "mettere a dieta" la nostra pattumiera?
Il libro "Meno di 100 Chili, ricette per la dieta della nostra pattumiera" verrà presentato dall'autore, Roberto Cavallo, presso la Rappresentanza in Italia della Commissione europea – Spazio Europa, Via IV Novembre, 149 - Roma
Martedì 6 dicembre 2011 ore 18:30 alle 20:00
Intervengono:
On. Roberto Della Seta, Senatore della Repubblica Italiana;
Pietro Di Paolo, Assessore Assessore alle Attività produttive e Politiche dei rifiuti della Regione Lazio;
Roberto Cavallo Fondatore di ERICA, azienda leader nella consulenza tecnica e comunicazione ambientale per le amministrazioni pubbliche, già assessore all'ambiente del Comune di Alba.
Modera:
Manuela Algeri, Commissione europea - Direzione generale Ambiente
martedì 4 ottobre 2011
Trattamento dei pneumatici usati
I pneumatici usati ma ancora utilizzabili (PU) e quelli ormai fuori uso (PFU) sono oggetto del D.M. 11 aprile 2011, n.82 (attuativo del Decreto Legge 152/2006) che definisce i dettagli per l’avvio delle operazioni che dovranno garantire l’invio a recupero del 100% dei PFU generati sul territorio nazionale italiano.
Ogni anno, in Italia, arrivano a fine vita circa 380.000 tonnellate di pneumatici risultanti dalla sostituzione dei pneumatici sui veicoli in circolazione (di questi, 100.000 tonnellate vengono disperse in circuiti e discariche illegali). Alle quantità derivate dalla sostituzione vanno poi aggiunti quelle derivate dalla rottamazione dei veicoli.
Ecopneus è la società senza scopo di lucro per il rintracciamento, la raccolta, il trattamento e la destinazione finale dei Pneumatici Fuori Uso (PFU), creata dai principali produttori di pneumatici operanti in Italia in base all’art. 228 del Decreto Legislativo 152/2006. I PFU correttamente trattati sono infatti una risorsa, ed Ecopneus garantisce un sistema efficiente su tutto il territorio nazionale che raccoglie qualunque tipo di Pneumatico Fuori Uso, evitando dispersioni e ammassi incontrollati. Il consumatore avrà piena visibilità del contributo che gli viene chiesto e che è necessario al trattamento completo del Pneumatico Fuori Uso (PFU) che genera con il cambio di pneumatico e non sarà più esposto a manipolazioni commerciali (ricarichi, sconti) su questo aspetto. Inoltre avrà la certezza che quanto paga è un valore sottoposto a controllo da parte delle Autorità e che davvero servirà ad effettuare un trattamento completo e corretto. Oggi il consumatore non sarà più sollecitato a portarsi via i propri PFU (il gommista deve ritirarli).
Si cerca dunque di fare in modo che non ne vedranno più abbandonati in discariche abusive, dal momento che il recupero avverrà nel pieno rispetto dell’ambiente e della salute delle persone. La nuova voce che comparirà nella ricevuta del gommista non sarà una nuova tassa, ma il dettaglio di una quota che veniva già versata e che oggi, esplicitata sullo scontrino, serve anche a garantire che il proprio gommista tratta correttamente i pneumatici usati.
Per maggiori informazioni visitate il sito web http://www.ecopneus.it oppure telefonate al numero verde 800 037 606
Ogni anno, in Italia, arrivano a fine vita circa 380.000 tonnellate di pneumatici risultanti dalla sostituzione dei pneumatici sui veicoli in circolazione (di questi, 100.000 tonnellate vengono disperse in circuiti e discariche illegali). Alle quantità derivate dalla sostituzione vanno poi aggiunti quelle derivate dalla rottamazione dei veicoli.
Ecopneus è la società senza scopo di lucro per il rintracciamento, la raccolta, il trattamento e la destinazione finale dei Pneumatici Fuori Uso (PFU), creata dai principali produttori di pneumatici operanti in Italia in base all’art. 228 del Decreto Legislativo 152/2006. I PFU correttamente trattati sono infatti una risorsa, ed Ecopneus garantisce un sistema efficiente su tutto il territorio nazionale che raccoglie qualunque tipo di Pneumatico Fuori Uso, evitando dispersioni e ammassi incontrollati. Il consumatore avrà piena visibilità del contributo che gli viene chiesto e che è necessario al trattamento completo del Pneumatico Fuori Uso (PFU) che genera con il cambio di pneumatico e non sarà più esposto a manipolazioni commerciali (ricarichi, sconti) su questo aspetto. Inoltre avrà la certezza che quanto paga è un valore sottoposto a controllo da parte delle Autorità e che davvero servirà ad effettuare un trattamento completo e corretto. Oggi il consumatore non sarà più sollecitato a portarsi via i propri PFU (il gommista deve ritirarli).
Si cerca dunque di fare in modo che non ne vedranno più abbandonati in discariche abusive, dal momento che il recupero avverrà nel pieno rispetto dell’ambiente e della salute delle persone. La nuova voce che comparirà nella ricevuta del gommista non sarà una nuova tassa, ma il dettaglio di una quota che veniva già versata e che oggi, esplicitata sullo scontrino, serve anche a garantire che il proprio gommista tratta correttamente i pneumatici usati.
Per maggiori informazioni visitate il sito web http://www.ecopneus.it oppure telefonate al numero verde 800 037 606
mercoledì 28 settembre 2011
Wangari Maathai
"Quando cominci a lavorare seriamente per la causa ambientalista ti
si propongono molte altre questioni: diritti umani, diritti delle donne,
diritti dei bambini… e allora non puoi più pensare solo a piantare
alberi".
Wangari Maathai, premio nobel per la pace 2004
Wangari Maathai, premio nobel per la pace 2004
lunedì 26 settembre 2011
la Svizzera, il commercio e la maledizione delle materie prime
Negli ultimi anni la Svizzera è diventata un importante punto di riferimento nel commercio delle materie prime. Ad esempio ogni tre barili di petrolio venduti sul mercato libero, per almeno uno la transazione è passata per la Svizzera, dove alcune società non quotate in borsa, che hanno come attività principale l'aquisto e la rivendita di materie prime. hanno la loro sede.
In molti Paesi i pozzi petroliferi, le industrie minerarie o le piantagioni agricole sono luoghi pericolosi per la gente che ci lavora o che abita nei dintorni. Non mancano, purtroppo, condizioni di lavoro precarie, sfruttamento, contaminazioni del suolo e delle acque, tutto lontano dagli occhi del mondo "civilizzato" che ha messo in moto questo meccanismo.
E' appena uscito un libro - inchiesta che approfondisce il tema dello sfruttamento delle risorse dei paesi poveri e delle attività di alcune aziende che agiscono dal tranquillo stato europeo:
Swiss Trading SA. La Suisse, le négoce et la malédiction des matières premières. Déclaration de Berne (Éd.), Editions d'en bas, 368 pagine, Losanna, settembre 2011
In molti Paesi i pozzi petroliferi, le industrie minerarie o le piantagioni agricole sono luoghi pericolosi per la gente che ci lavora o che abita nei dintorni. Non mancano, purtroppo, condizioni di lavoro precarie, sfruttamento, contaminazioni del suolo e delle acque, tutto lontano dagli occhi del mondo "civilizzato" che ha messo in moto questo meccanismo.
E' appena uscito un libro - inchiesta che approfondisce il tema dello sfruttamento delle risorse dei paesi poveri e delle attività di alcune aziende che agiscono dal tranquillo stato europeo:
Swiss Trading SA. La Suisse, le négoce et la malédiction des matières premières. Déclaration de Berne (Éd.), Editions d'en bas, 368 pagine, Losanna, settembre 2011
giovedì 16 giugno 2011
Green Unplugged
Segnaliamo l'avvio della nuova edizione del festival cinematografico Green Unplugged, organizzato dalla Culture Unplugged Foudation.
Green Unplugged aspira a contemplare l'ambiente e vuole contribuire a rinnovare il nostro rapporto con la natura, affinché sia basato sull'amore e sul rispetto per la Madre Terra e tutti i suoi abitanti. Al suono delle nostre grida di oggi, il festival contrappone al suono della natura e spera di indirizzare l'immaginazione collettiva verso nuovo percorso. Con la collaborazione del pubblico, il festival desidera accrescere il significato della nostra esistenza e rivelare il divino in continua evoluzione (la verità della vita), nascosto nella natura.
Lo staff di Culture Unplugged che ha curato questa edizione ha scelto quasi 1000 opere fra documentari, cortometraggi, disegni animati e altro prodotti in tutto il mondo. Questi lavori sono tutti visualizzabili integralmente in rete ed è anche possibile votarli e contattare gli autori.
Numerose sono le opere prodotte in Italia e trattano temi molto vari, dalle escursioni naturalistiche in Liguria al problema dei rifiuti a Napoli, dal consumo di territorio alla vita rurale nelle Alpi. Chi mastica un po' di inglese sarà avvantaggiato a guardare anche le altre opere, tutte sottotitolate, per fare un giro del mondo molto affascinante e istruttivo.
Green Unplugged aspira a contemplare l'ambiente e vuole contribuire a rinnovare il nostro rapporto con la natura, affinché sia basato sull'amore e sul rispetto per la Madre Terra e tutti i suoi abitanti. Al suono delle nostre grida di oggi, il festival contrappone al suono della natura e spera di indirizzare l'immaginazione collettiva verso nuovo percorso. Con la collaborazione del pubblico, il festival desidera accrescere il significato della nostra esistenza e rivelare il divino in continua evoluzione (la verità della vita), nascosto nella natura.Lo staff di Culture Unplugged che ha curato questa edizione ha scelto quasi 1000 opere fra documentari, cortometraggi, disegni animati e altro prodotti in tutto il mondo. Questi lavori sono tutti visualizzabili integralmente in rete ed è anche possibile votarli e contattare gli autori.
Numerose sono le opere prodotte in Italia e trattano temi molto vari, dalle escursioni naturalistiche in Liguria al problema dei rifiuti a Napoli, dal consumo di territorio alla vita rurale nelle Alpi. Chi mastica un po' di inglese sarà avvantaggiato a guardare anche le altre opere, tutte sottotitolate, per fare un giro del mondo molto affascinante e istruttivo.
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