Negli ultimi anni la Svizzera è diventata un importante punto di riferimento nel commercio delle materie prime. Ad esempio ogni tre barili di petrolio venduti sul mercato libero, per almeno uno la transazione è passata per la Svizzera, dove alcune società non quotate in borsa, che hanno come attività principale l'aquisto e la rivendita di materie prime. hanno la loro sede.
In molti Paesi i pozzi petroliferi, le industrie minerarie o le piantagioni agricole sono luoghi pericolosi per la gente che ci lavora o che abita nei dintorni. Non mancano, purtroppo, condizioni di lavoro precarie, sfruttamento, contaminazioni del suolo e delle acque, tutto lontano dagli occhi del mondo "civilizzato" che ha messo in moto questo meccanismo.
E' appena uscito un libro - inchiesta che approfondisce il tema dello sfruttamento delle risorse dei paesi poveri e delle attività di alcune aziende che agiscono dal tranquillo stato europeo:
Swiss Trading SA. La Suisse, le négoce et la malédiction des matières
premières. Déclaration de Berne (Éd.), Editions d'en bas, 368 pagine,
Losanna, settembre 2011